10 febbraio 2014

La caccia al cervo

Il cervo, animale grosso e pesante, veniva cacciato d'inverno, quando la neve ricopriva il terreno e rendeva possibile l'uso della slitta per trasportarlo.
Il trofeo del cervo costituiva motivo di orgoglio per chi lo aveva cacciato e veniva
appeso in bella mostra sia dentro che fuori casa. Innumerevoli sono ancora oggi
le locande e le trattorie che si ispirano al cervo nel nome e nell'insegna.
Nella dieta contadina la carne non ab-bondava e i selvatici costituivano una preziosa fonte di integrazione alimenta-re. Per evitare l'estinzione degli animali la caccia era sottoposta a uno stretto controllo sociale che non si esauriva nel rispetto delle regole, i bracconieri erano visti come individui antisociali.
L'uccisione del cervo era un avvenimen-to, il suo arrivo sulla slitta trainata dal cavallo attirava l'attenzione di grandi e piccini e si trasformava in una festa.
"All'Osteria del Passo, che aveva l'insegna «Riposo del cacciatore», era pronto un carro da fieno tirato da un vecchio cavallo sauro. Venne il carro e sul carro adagiammo il cervo adornando tutto con rami d'abete bianco."
Mario Rigoni Stern, "Uomini, boschi e api", Einaudi, Torino, 1998, pag. 22.

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