10 febbraio 2018

L'artemisia-assenzio nella cultura contadina

Questa pianta infestante era da sempre ben nota ai contadini, che se ne servivano sia per gli animali che per la famiglia. Fra gli studiosi era nota col nome di artemisia e a fine Ottocento finì coll'essere identificata con l'assenzio, il liquore abusato dai poeti maledetti del romanticismo europeo.
Artemisia Absyntium assenzio
Artemisia Absyntium: da questa varietà si ricava l'assenzio, il
liquore che la generazione dei poeti maledetti francesi aveva
chiamato "Fée Verte", la fata verde.
👉Non era difficile trovarla, dato che cresce spontanea nei luoghi incolti, anche lungo le strade, i sentieri e i bordi dei campi, come succede per tante altre erbe spontanee dotate di proprietà medicamentose (in primis la piantaggine) o culinarie (come il tarassaco, meglio noto come Dente di Leone).
Le varietà della pianta dell'artemisia sono numerose, come i suoi impieghi, che nelle culture contadine erano diversificati.
👉La cultura materiale e la farmacopea delle civiltà contadine ne apprezzavano le proprietà digestive e consideravano positivamente il suo sapore amarognolo.
La usavano sia in casa che per darla agli animali, soprattutto ai conigli, che ne sono ghiotti e a cui fa bene.
E poi divenne la base per distillati e amari che ancora oggi sono diffusi e apprezzati (e anche molto imitati, spesso male).
artemisia conigli
In Trentino la chiamavano bon maìstro o mè de maìstro o anche mademaìstro. Si mandavano i bambini a raccoglierla fra le stoppie per darla da mangiare ai conigli prima della macellazione: pare ripulisse l'intestino. Nel riquadro l'Artemisia spontanea inframezzata da foglie e gemme di Tarassaco (o Dente di Leone).
artemisia genepì
L'Artemisia Glacialis, che è la varietà montana dell'artemisia, serve per preparare il Genepì, un liquore molto conosciuto in Piemonte e in Val d'Aosta. Ma secondo alcuni la varietà da cui si ricava il Genepì è l'Artemisia Umbelliformis.
artemisia sprea erbecedario
In Lessinia, a Sant'Anna d'Alfaedo, in Valpantenata e nelle zone vicine veniva chiamata menego maìstro. Se ne metteva in bocca un rametto e lo si masticava lentamente. Dicevano che "fa bene". Il laboratorio officinale "Erbecedario" di Sprea tuttora coltiva e lavora l'Artemisia sulla collinetta a destra del campanile.
Anche in Istria l'Artemisia era ben conosciuta ed usata dalle famiglie, come testimonia il proverbio “salvia, absinsio e ruda ogni mal distuda” (la salvia, l'assenzio e la ruta spengono ogni male). In tutti i paesi della ex-Jugoslavija si fa largo uso della Pelinkovac, un amaro a base di assenzio.
Il Vermouth, celebre aperitivo a base di assenzio macerato nel vino, prende il nome dal tedesco antico "werimuota", termine col quale nelle Alpi occidentali le popolazioni walser nominavano l'Artemisia.

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