2 aprile 2018

Il tonco de pontesel, l'intingolo che accompagnava la polenta o le patate lesse

Prima si rosolavano in padella il lardo di maiale e la cipolla. Venivano poi aggiunti acqua, farina e sale. Seguiva una lunga cottura a fuoco lento.
tonco de pontesel
Tradizione vuole che il tonco si accompagni con polenta e patate. E se la carne
c'era, si trattava comunque di avanzi, non molto teneri e da cuocere a lungo per
ammorbidirli. L'origine del nome si perde nelle ipotesi, visto che pontesèl vuol
dire poggiolo, balcone, ballatoio...
Questo intingolo era pensato per insaporire la polenta o le patate lesse. Nel nome, piuttosto criptico, c'è il richiamo al toncàr, l'atto di intingere. Ma il riferimento al pontesèl (balcone) rimane oscuro.
Affermatosi come piatto del risparmio, in tempi moderni si è trasformato in una ben più sostanziosa pietanza a base di carne (manzo, vitello, maiale, luganeghe, a seconda dei gusti).
Addirittura c'è chi lo definisce "spezzatino di carni miste" come se nell'antico mondo contadino ci si potesse concedere un simile scialo.

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