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25 novembre 2024

La pera Pala della Val Venosta, un'antica varietà contadina

La pera Pala delle antiche coltivazioni domestiche ha rischiato l'estinzione, ma è giunta fino a noi. Gli alberi, alti e nodosi, superano agevolmente il secolo di vita.
Prima che la monocoltura della mela cambiasse l'agricoltura e il paesaggio del fondovalle, tra gli alberi da frutto coltivati dai contadini per uso locale c'era anche quello della pera Pala. Oggi i peri venostani sono stati affiancati e surclassati da quelli delle Marillen.

Un albero di pera Pala nel fondovalle fra Glorenza e Silandro. E' stata documenta-
ta per la prima volta nel 1755 nel primo censimento degli alberi da frutto venostani.
Qualche esemplare è sopravvissuto alla rivoluzione agricola e sociale del Novecento ed è giunto fine a noi, vegetando sul bordo di stradine secondarie oppure nelle corti demaniali che offrono sempre un buon rifugio a piante rare.
A Glorenza si tiene in autunno il "Pala Pira Sunnta" (la domenica della Pera Pala) e
in quella occasione viene panificato un segalino alla pera Pala.
👉Buccia liscia, verde-gialla, con la guancetta rossa, dalla forma un po' rigonfia e dalla consistenza un po' gommosa ma sempre molto aromatica pera Pala, è stata segnalata solo in Sudtirolo. E' adatta anche per il consumo fresco ma è soprattutto dopo cottura che da il meglio di se. Ottima conservabilità in fruttaio anche per 2/3 mesi. Come tutte le pere antiche, è rustica, molto resistente alla ticchiolatura. Essendo autofertile per fruttificare non necessità dell’associazione con altri tipi di pere.
👉Citata con il nome di pera Pilli Palli nel "Churburger Anger und Pfaffenegg" (censimento dei prativi di Castel Coira e Pfaffenegg) del 1755. In alta Val Venosta era usata per preparare il Weihnachtszelten con Palabirnschnitz (un panforte natalizio alla pera) oppure il "pane alla pera pala".
👉"Schnitz" è il nome locale usato per indicare le fette di pera che venivano lasciate ad essiccare in luoghi ombreggiati per qualche giorno e poi usate per il pane alla frutta, un panforte natalizio preparato con queste fette di pere, noci e prugne secche. Erano usate nello Zelten di Natale o pel panforte di pera oggi "riscoperto" dai globalizzati slow-guru del posto.

28 ottobre 2019

Le castagne secche, bollite in acqua e latte

Le castagne lessate in acqua e latte sono davvero semplici da preparare.
castagne secche
Le castagne secche, una preziosa riserva alimentare per i freddi e aridi mesi invernali.

castagne secche
Castagne secche pronte per essere lessate in acqua e latte con una foglia di salvia.
E' una ricettina adatta all'autunno, da realizzare con facilità a casa.
👉Per prima cosa mettere a bagno le castagne secche in acqua tiepida per un un paio d'ore in modo da farle rinvenire e anche poter togliere in modo agevole tutte le pellicine che le ricoprono, cosa che non accade con quelle che si comprano oggi nei supermercati, che sono già belle che pelate.
👉Per cuocerle basta mettere a bollire in una casseruola acqua e latte (diciamo metà e metà) con l’aggiunta di un pizzico di cannella e di sale. In alternativa salvia e sale, come nella foto, o ancora alloro e zucchero. Mezz'ora o 45 minuti dovrebbero bastare.
Scolare e lasciar raffreddare, poi si sgranocchiano tiepide.
castagne lessate
Dopo la raccolta servivano tre o quattro settimane di essicazione, ed erano pronte. Funzionavano da scorta invernale, perchè non ammuffivano e si conservavano a lungo. Qui sopra: castagne secche bollite: lasciar raffreddare prima di sgranocchiare...



23 marzo 2015

Le piccole mele dell'orto di casa

Qualche pianta da frutto cresceva anche alle elevate quote dei masi.
mele del lago
Gli alberi di mele avevano un aspetto completamente diverso dagli attuali impianti industriali. I rami portavano frutti più piccoli, più saporiti e molto più fragranti, con cui si confezionavano strudel, crostate e marmellate. In alto una "mela del lago" che si coltivava nella zona di Kaltern/Caldaro e in basso mele coltivate a Bohinj (Slovenia).
Strudelone di mela verde (Granny Smith) dal sapore asprigno.
Accanto all'orto di casa con le sue verdure e i suoi fiori c'era quasi sempre anche qualche albero di mele.
👉Naturalmente le piante da frutto preindustriali producevano frutti che oggi consideriamo piccoli e imperfetti e che verrebbero sicuramente snobbati dalle moderne "boutique" della frutta.
Erano però molto saporiti e le loro piante erano molto longeve, duravano una vita.
Le mele di montagna erano in genere piccole e saporite.
👉Inoltre, emanavano un tale profumo che quattro o cinque di loro poggiate sul mobilio di casa bastavano per "deodorare" un'intera stanza.
kaminwurz
Le mele dell'orto e, alle quote più basse, le vigne rustiche, come la Schiava o la Fraga, destinate a dar vita ai riti legati alla vendemmia e che ben si accompagnavano con la merenda a base di insaccati rustici. Naturalmente lo speck innanzitutto.