Visualizzazione post con etichetta frutti di bosco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutti di bosco. Mostra tutti i post

18 dicembre 2022

Gli sgargianti stropacui, i rossi frutti della rosa canina

La rosellina selvatica di montagna detta "rosa canina" produce un vistoso frutto rosso che, dopo la caduta delle foglie attira gli uccelli, ma anche gli umani, che ne ricavano una marmellata asprigna.
Gli stropacui della rosa canina.
Fioritura della rosa canina.
Nel tardo autunno i cespugli di rose selvatiche perdono i fiori e le foglie e sui loro rami rimangono solo i rossi "stropacui", che un tempo erano molto più conosciuti e apprezzati di oggi.
👉Il cinòrrodo in realtà è un falso frutto, sembra un frutto ma in realtà è un sacchetto che contiene gli acheni, che sono poi i veri frutti, che sono di colore giallo o marrone, frammisti a ispidi peluzzi e dal sapore aspro e acidulo.

In Istria sopravvive l'abitudine di farcire le tradizionali palacinche coi rossi stropacui della rosa canina.

8 ottobre 2022

Le bacche rosse del Crespino, piccolo arbusto di montagna

Le sue coloratissime bacche sono commestibili, lunghe come i pinoli, piuttosto acidule e riunite a mazzetti. Si prestano ad essere conservate sotto vetro.
mangiare in montagna
Il crespino é un alberello spinoso a forma di cespuglio, che cresce fino a 2.000 metri d’altitudine nei pascoli sassosi o in posti aridi, di preferenza su terreni calcarei. Come i rossi "stropacui" della rosa canina i suoi frutti maturano tardi.

mangiare in montagna
Bacche di crespino in alta Val Venosta, a fine settembre.
Come i frutti della rosa canina, anche quelli del crespino si fanno più dolci dopo le prime gelate, diventando una ghiottoneria per i merli e altri uccelli stanziali.
👉Un tempo il crespino era noto, oltre che per le sue molteplici virtù medicinali, anche per il suo legno (durissimo e perciò utile per lavori al tornio) e per la corteccia (soprattutto quella delle radici), che forniva un colorante giallo molto usato per tingere tessuti di lana ed oggetti di cuoio e di legno.

La ricetta: crespino sciroppato.
Versare un bicchiere d’acqua sopra un chilogrammo di frutti assieme ad un chilogrammo di zucchero. Mescolare bene e lasciare riposare per un'oretta.  Mettere sul fuoco e
mangiare in montagna
Frutti di crespino sciroppati.

cuocere a fuoco basso per 15 minuti schiumando la schiuma che affiora in superficie. I frutti di crespino sciroppati sono morbidi e succosi, con un sapore agrodolce leggermente aspro.

La ricetta: marmellata e gelatina di berberi del crespino.
Si mettono a cuocere in un litro d’acqua, un chilogrammo di frutti; quando sono “scoppiati”, si passano al setaccio o al passafrutta (arnese reperibile in commercio) per togliere semi e peduncoli. Si aggiunge al succo passato un uguale peso di zucchero e si fa cuocere di nuovo
mangiare in montagna
La marmellata di crespino.

 fino alla consistenza voluta. Lo stesso succo della marmellata, filtrato e zuccherato e fatto bollire solo un paio di minuti, darà un ottimo sciroppo. NB! Durante la prima cottura, si possono aggiungere anche delle mele o delle cotogne e una quantità di zucchero corrispondente alla metà o ai due terzi del loro peso. La frutta aggiunta, ricca di pectina, favorirà la “presa” della marmellata.

Proprietà e usi.
I frutti del crespino, detti anche “berberi”, hanno un sapore piuttosto acidulo e leggermente amarognolo. Contengono zucchero, acido citrico, malico e ascorbico (vitamina C) e, proprio in virtù dei loro componenti, hanno proprietà rinfrescanti, astringenti, toniche, aperitive e febbrifughe. A scopo medicinale si utilizzano essiccati (nel forno o in un luogo asciutto e tiepido). Il loro decotto (30 grammi di bacche secche o 60 di fresche in un litro d’acqua) ed anche il loro sciroppo,
crespino
Estratto di frutti di crespino. Nota: le altre parti della pianta sono velenose.

allungato con acqua, dissetano le persone febbricitanti e ne fanno aumentare la diuresi. Tuttavia, le parti della pianta più usate in medicina sono le foglie e la corteccia (delle radici e dei fusti). Quest’ultima contiene parecchi alcaloidi, il più importante dei quali – anche perché vi è contenuto in quantità molto elevata – è la “berberina”, utilizzata in molti preparati farmaceutici per le sue proprietà ipotensive, antiemorragiche, antisettiche, stimolanti le contrazioni dell’utero, dell’intestino e delle vie respiratorie, nonché come eccitante delle vie digestive e biliari. La berberina viene altresì prescritta nei deperimenti organici, nel trattamento della malaria e nelle febbri in genere, nei disturbi della menopausa, nell’itterizia e nelle coliche renali. Le foglie giovani ed i germogli si possono consumare in insalata o lessati come gli spinaci. Con le bacche del crespino – colte ben mature dopo i primi freddi, quando sono grinzose ed hanno sapore vinoso e dolciastro – si possono preparare anche marmellate, gelatine, succhi e sciroppi rinfrescanti. Il succo spremuto dalle bacche, allungato con acqua nella misura del 70-80%, dà pure un ottimo aceto. In alcune vallate alpine il crespino si usa anche per aromatizzare la grappa: per un litro di liquore sono sufficienti due manciate di bacche fresche e un etto di zucchero. Si lascia macerare al sole per una quindicina di giorni, quindi si filtra e si imbottiglia.

15 marzo 2015

Il succo di mirtilli

Viene fatto con quelli blu, quelli rossi si usano per farne salse e marmellate.
I mirtilli blu sono i più usati per la preparazione dei succhi; la lavorazione è molto
semplice: basta spremerli e poi, eventualmente, aggiungere zucchero.
I frutti blu scuro si sviluppano da luglio a settembre. La varietà rossa è a maturazione più tardiva. I germogli degli arbusti sono, in inverno, un importante alimento per la selvaggina: i frutti sono amati dalle volpi e dai galli cedroni.
succo di mirtilli
La varietà rossa (più difficile da coltivare industrialmente) è più acidula e viene usata nella preparazione di marmellate e salse da accompagnare a dolci tirolesi come gli Strauben e gli Schmarren.
👉La raccolta dei mirtilli di montagna è laboriosa poiché vanno raccolti nei boschi, uno per uno.
I raccoglitori assidui, nelle annate proficue, utilizzano un arnese speciale (simile ad un rastrello a pettine).
Per ottenere il succo di mirtilli, infine, si ripuliscono dalle foglie e gli aghi, si lavano e si spremono.