6 maggio 2010

La notte dei Krampus

Pochi presepi e molti alberi di natale, poche Santa Lucia e molti Santa Klaus (San Nicolò): in ciò stanno le differenze fra le tradizioni natalizie sudtirolesi e quelle trentine. 
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La cerimonia di Santa Klaus accompagnato dai Krampus
Foto tratte dal sito germanico www.bgsu.edu.
I Krampus sono dei diavoli travestiti che accompagnano San Nicolò, nella tradizionale cerimonia lungo le strade del paese la sera del 5 dicembre. San Nicolò, in vesti vescovili e folta barba bianca, va di casa in casa e interroga i bambini per sapere se nel corso dell'anno si sono comportati bene Se sì, egli sarà generoso di regali, tra i quali dolci, biscotti, caramelle. Per quelli che non si sono comportati bene, ci sarà un brutto rimprovero e il carbone al posto dei regali. Oltre a questo compito, San Nicolò deve placare le ire dei Krampus nei confronti degli spettatori.
I Krampus sono uomini-caproni scatenati e molto inquietanti che si aggirano per i sentieri alla ricerca dei bambini "cattivi". Le loro facce sono coperte da maschere diaboliche e paurose; i loro abiti sono laceri, sporchi e consunti. I Krampus quando vagano per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni, che li accompagnano nel tragitto che li porta in giro.
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Maschera da Krampus conservata al Museo di Teodone/Dietenheim (Brunico).
L'origine di questa usanza, mantenuta con fiero orgoglio in molti comuni dell'Alto Adige, si perde nella notte dei tempi. Una delle poche cose di cui si è a conoscenza è che questa manifestazione è legata al solstizio invernale ed è quindi di origine pagana.
È curioso che a mascherarsi secondo la tradizione, e a volte anche in abiti femminili, siano esclusivamente gli uomini. Ma il diavolo, o Krampus, può essere anche femminile, e in questo caso si chiama Krampa.
Altra regola è che la maschera da loro indossata non deve mai essere tolta in pubblico e gli spettatori non devono mai cercare di toglierla, pena il disonore per lo smascherato.
Viene celebrata anche nella Val Canale (Friuli-Venezia Giulia) nella zona del Tarvisiano, Ugovizza, Malborghetto e Pontebba. Nel resto d'Europa, la sfilata avviene in molte altre zone, specialmente quelle zone di lingua tedesca, ma soprattutto in Baviera e Tirolo.

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