21 gennaio 2010

I masi di Sankt Martin im Kofel in Val Venosta-Vinschgau

Foto presa dalla Forcella di Covelano-Goflaner Schartl, sopra
l'Hasl Hof, alle pendici della Punta di Lasa-Orgel Spitze.
La piccola frazione di St. Martin si trova a 1000 sopra il fondovalle e beneficia dell'ottima esposizione al sole dei fianchi del Monte Sole-Sonnenberg, un tratto delle alpi venostane chiamato Goldreiner Alpe che culmina nella Vermoi Spitze (m 2.929). gli_insediamenti
Ha circa 100 abitanti ed è collegata a Laces da una funivia costruita nel 1958 e da una strada asfaltata risistemata nel 2005.
Vista da St. Martin am Kofel verso ovest. L'ultimo a sinistra
è  il maso Vorra, preceduto dal maso Egg. E' ben visibile il
taglio della strada che dall 2005 li collega a St. Martin.
Quando, nel 1972, a processo di spopolamento della montagna già avviato, Aldo Gorfer passò di qui e ne scrisse, gli abitanti erano 200 ed i masi 18. La tradizione vuole che precedentemente fossero almeno il doppio. Oggi sono molti di meno anche perchè tutti gli insediamenti più spostati verso Silandro sono stati abbandonati per mancanza d'acqua. I masi più importanti, che godono anche dell'esposizione più favorevole hanno ora tutti la loro strada percorribile in auto. Tra questi ci sono l'Egg Hof, il Vorra Hof, l'Oberhauser Hof, il Niederhauser Hof, l'Oberkaser Hof. Due di loro, il maso Egg e il maso Oberkaser ospitano oggi anche una Jausenstation, un piccolo bar-ristoro, a testimonianza delle trasformazioni economiche che hanno avvicinato la vita dei contadini di montagna a quella dei loro omologhi del fondovalle.

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L'Egg Hof si trova nella valletta del Rio Tiss a 1.667 metri di quota, dunque un poco più in basso di St. Martin che si trova a 1.736 metri.
L'aspetto attuale del maso Egg. Il nucleo inferiore ospita i
locali agricoli e di abitazione, in quello più a monte c'è ora
una Jausenstation, cioè un bar-ristoro per escursionisti
Così lo descriveva Aldo Gorfer nel febbraio de 1972: "[...] L'Egg, come il Vorra, al di là dello scoscendimento del Voragreibn, è un maso composito. Meglio un casale, un Gehöft. Vi abitavano tre famiglie. Poi una ha chiuso bottega e se n'è andata.
[...] il corridoio è d'uso comune. Selciato, s'interna tra i muri neri di fuliggine impregnato da un acuto odore di malga e il vento lo prende d'infilata. [...] Ogni famiglia vi ha la stube, la cucina e gli altri locali di servizio.
Immagini tratte dal libro "Gli eredi della solitudine" di
 Aldo Gorfer (1973). Il maso Egg, lo stesso in dettaglio,
gli scolari  al ritorno dalla scuola elementare di San
Martino al Monte, il sentiero di collegamento che
correva tra il maso Egg ed il vicino maso Forra.

[...] I cardini ferrati e inchiodati (Türenbänder) sugli usci sono neri e consunti dai secoli al pari del legno. Sulle piccole finestre (Kammerfenster) non ci sono vetri. Sono chiudibili con un'assicella (Schiebfenster) che si muove tra due guide lignee.
[...] dista da San Martino in Monte, 1736 m, una buona ora di cattivo sentiero che scorre ai margini della selva di Bileben, sul versante sudovest dell'Alpe di Colorano. E' abitato da due famiglie, l'una composta da otto persone, l'altra da sette. La proprietà fondiaria di entrambe si stende su circa sei ettari roccia compresa. Il maso è sprovvisto di luce elettrica e di teleferica [...] è posto in equilibrio su una lama di roccia tanto esile da temere che slitti nel precipizio da un momento all'altro, muri a secco, miseria e umanità compresa. C'è, semmai, da chiedersi come questa gente possa resistere ad abitare lassù, in un mondo aereo che ad ogni tempesta si fa isola tra spaventosi canaloni percorsi dalle frane e dalle valanghe.
[...] Dice Josef, meccanico, bigliettaio, sovrintendente della funivia e oste, che la funivia ha tagliato dalle gambe degli uomini dei masi tre ore di cammino.
[...] Il sentiero non è male fino all'Oberhausermühle, al di là del vallone della Kaiserthal. [...] L'Oberhausermühle, oltre che rimessa e molino, è anche punto di convegno per i funerali che da qui si muovono per il precipitoso Niederhauserweg che picchia giù a Laces.
[...] tra l'Egg e la stazione a monte, il sentiero, in tempi normali, è da un'ora, un'ora e mezza se si è carichi. Da lì a qui ogni cosa deve essere portata a spalla: dal sale per il bestiame ai materiali di costruzione. 
La giovane Bäuerin Agnes del maso Egg ritratta assieme
alle sue capre da Flavio Faganello nel 1972.
[...] «Se fossi capace di trovare moglie{lui dice, in schietto venostano, Pfot, ragazza}, rimarrei nel maso. Mi piace lavorare con il bestiame. Però,vedi, se faccio la scelta di restare all'Egg molto difficilmente troverei moglie e da solo non potrei far niente».
[...] Hanno molte capre e molte pecore e poche mucche. Le capre e le pecore possono pascolare anche d'inverno, su per le rupi dove il sole scioglie la neve e mette allo scoperto l'erba. Le mucche, invece, abbisognano di molto fieno che non c'è. Comperano la farina e fanno il pane in casa, nel grande forno della cucina. In autunno affumicano la carne di pecora (Gselchtes), verso Natale quella di maiale (Speck). Gselchtes, Speck e pane: devono viverci per tutto l'anno".
Oggi il maso è collegato a St. Martin da una strada asfaltata e nel maso è stata aperta una "stazione da merenda", una Jausenstation per escursionisti.

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Poco più avanti, sempre in direzione Silandro, si trova il Vorra Hof, a quota 1.689. E' il maso più lontano da St. Martin im Kofel, sulla montagna di Laces.
L'aspetto odierno del maso Vorra. I lavori di ristrutturazione
non sono ancora del tutto conclusi ed il suo aspetto è molto
cambiato. Ora è possibile arrivare coi mezzi agricoli fin dentro
il fienile, è dotato di teleferica di servizio, i bambini vengono
accompagnati in auto fino alla funivia da dove scendono per
andare a scuola a Laces (8 minuti).
Raggiungerlo oggi, lungo la strada aperta nel 2005, è una comoda passeggiata con piccole perdite di quota. Ma nel 1972, quando ci abitavano 3 famiglie (16 persone), Aldo Gorfer riferiva che per arrivare all'insediamento, privo di luce elettrica e di teleferica e posto al centro di una superficie fondiaria di 20 ettari : "Il sentiero va su e giù che è una pena. Infine picchia nel desolato vallone del Voragreibn dove tutto sembra appiccicato alle pareti rocciose e altissime, perfino i contorti larici e le coraggiose staccionate degli uomini. La grande morena è tagliata di netto dall'incisione torrentizia. Sembra un muro che non finisce più e che il gelo dell'inverno ha pietrificato [...] poi, col disgelo, tutto si metterà in movimento.
Il maso Vorra negli scatti di Flavio Faganello (1972). In
basso a destra una delle cucine, scavata direttamente
nel basamento roccioso.
[...] Dopo l'acqua il sentiero corre pensile sulla verticale della muraglia. E' formato da un tavolato di paletti infissi nella morena. Sopra ci sono fronde di abete e poi uno strato di neve gelata. nemmeno un sentiero di rifugio d'alta montagna è tanto esposto. E' mai possibile che serva a un maso, il Vorra, quota 1.689 m abitato da tre famiglie? 
[...] un'ora e mezzo di distanza da San Martino in Monte, dalla tre alle quattro ore da Laces, è l'ultimo della montagna di Laces verso Silandro. Vorra è probabilmente una corruzione tedesca del romancio la fora. La carta militare austriaca a 75 mila, rilevata nel 1894, aggiornata nel 1916 e nel 1941, porta infatti il nome di Fora.
Anche se raggiunto dalla strada (che qui termina) il maso
Vorra ha mantenuto il suo schietto carattere agricolo.
Nella foto la teleferica di servizio per i lavori nei campi.
[...] è un agglomerato di costruzioni in parte in legno e in parte in pietra, disposte in pittoresco disordine, sul versante meridionale del del Rosskopf, su di una lunga e stretta spalla di monte che, in rapporto all'estremismo 
Oggi le macchine arrivano fino al maso. Sullo sfondo i prati e gli
 edifici del maso Egg, infine la strada per St. Martin e i suoi prati.
 in verticale dell'ambiente, viene chiamato "il piano di Vorra" La fascia colonizzata si stende, aerea, tra la selva di Lorend e quella, sottostante, di vorra. A mattino è delimitata dal vallone di Voragreibn, che la separa dall'Egg, a sera da quello del Faller Bach, verso il Lagar e i ruderi del Zuchbühel. Il sentiero, detto del Kirchweg, si svolge al limitare del bosco. E' accompagnato da staccionata e dagli antichi Waal, gli acquedotti irrigui ricavati nel legno. Come l'Egg, Vorra non è un maso unifamiliare (Einzel-hof), bensì un casale (Weiler), meglio un Gehöft. Scherzosamente, i locali lo appellano "Vorra-Stadt".[...] Qui abitano quattro persone, lì una, laggiù dieci. [...] la cucina è un buio antro ricavato nella roccia nera di fumo. Conserva la fuliggine di secoli. La piattaia, le mensole sono poggiate su ripiani scalpellati dai pionieri e le grandi coppelle accolgono pentole e le altre povere suppellettili. Dall'alto pendono lo Speck e il Gselchtes posti ad affumicare. [...] Tutto è buio, nero, impregnato di fumo. [...] Il dialetto venostano, quello degli Studenvintsch'ger, della gente povera, della "gente degli arbusti" come dicevano per differenziarli dai "ricchi", gli Edelvintsch'ger dell'Alta Venosta, si tendeva sonoro nella mini-Stube".
Per vedere altre immagini dei due masi e di St. Martin, premere qui.
Per ulteriori notizie sulla frazioncina di St. Martin, premere qui.

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