Le letture indispensabili

Aldo Gorfer - "Gli eredi della solitudine" - 1973
Nato dalla provvidenziale intuizione del giornalista e fotografo trentino Aldo Gorfer, che s'era reso conto di come la cultura contadina del maso stesse scomparendo, questo libro è un'inchiesta giornalistica e fotografica condotta nei masi delle valli più isolate e impervie dell'Alto Adige. È stato forse il primo libro a documentare e a descrivere le condizioni di vita e di lavoro dei contadini delle montagne sudtirolesi. Un libro amaro e scomodo, corredato dalle fotografie di Flavio Faganello, che riescono a cogliere le persone nei loro gesti di speranza, di rassegnazione, di dolore (vedi anche il post nel blog Terre Alte).






Nuto Revelli - "Il mondo dei vinti" - 1977
Nei racconti dei 270 intervistati da Revelli, i contadini e montanari delle valli cuneesi, i vinti di sempre, raccontando la loro vita descrivono come avvenne il grande esodo verso il fondovalle industriale negli anni del boom economico post-bellico. Il mondo dei vinti, ossia l'abbandono della montagna.
Testimonianze di vita contadina. La pianura. La collina. La montagna. Le Langhe.  La fame, il lavoro infantile, l'emigrazione, le guerre, la convivenza tra partigiani e nazifascisti. E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che sfigura il paesaggio.






Claus Gatterer - "Bel paese brutta gente" - 1989 
"È, la lettura di questo libro, a mio avviso un classico nostrano, un assoluto „must“ per tutti coloro che sono interessati a queste terre a alle loro genti, ai nostri perché, ai nostri si e ai nostri no, alla vita e dintorni, insomma, dell’Alto Adige/Sudtirolo" (recensione di Silvia Rier).
La copertina dice: Il romanzo “Bel Paese – Brutta Gente” è la storia della giovinezza trascorsa da Gatterer a Sesto Pusteria, un paese contadino sul crinale del confine tra Austria e Italia dove egli era nato pochi anni dopo l’annessione dell’Alto Adige all’Italia. In pochi decenni questo mondo rurale viene ripetutamente sconvolto da vicende terribili, di difficile comprensione per la gente comune: due guerre, gli spostamenti delle frontiere, l’irrompere del fascismo prima e del nazismo poi. Ma il sano buon senso contadino sa resistere a colpi e contraccolpi, rifugiandosi con i suoi elementi migliori nel distacco, con la paziente ironia di chi sa aspettare il passaggio della bufera perché sa che alla fine chi vince è la terra, assieme a coloro che le restano fedeli.
La contrapposizione che in un primo tempo si coglie nel romanzo è la solita dell’Alto Adige-Sudtirolo. Quella tra tirolesi tedeschi, che sono quassù da sempre, e gli italiani che sono giunti quasi tutti dopo la guerra e dopo l’annessione. Ma ben presto questa divisione sfuma, per dimostrare che vizi e virtù sono di tutti e di nessuno." (vedi anche il post nel blog Terre Alte).



Joseph Zoderer - "L'italiana" - 1982
Il titolo originale tedesco è "Die Walsche", la parola, non priva di disprezzo, con cui in Sudtirolo i tedeschi definiscono gli italiani.Olga è la Walsche di questo romanzo, una ragazza di lingua tedesca, nata in un paese di montagna e cresciuta in un clima di diffidenza e di chiuso campanilismo, che un giorno va a vivere in città, dove si innamora di un meridionale. Per molti dei suoi compaesani è un tradimento. Il ritorno al paese, il giorno del funerale del padre alcolizzato, mette a nudo la lacerazione di Olga, divisa tra le due realtà profondamente diverse, tedesca e italiana, entrambe ugualmente distanti.








Francesco Bocchetti e Gianni Zotta - "Sudtirolo - il cammino degli eredi" - 2009
I due coautori ripercorrono il viaggio compiuto quarant’anni fa da Aldo Gorfer e Flavio Faganello tra i masi dell’Alto Adige e danno conto dei cambiamenti avvenuti mettendoli a confronto con la realtà di allora.
Il sito dell'editore Professionaldreamers mette a disposizione il libro in formato PDF, liberamente consultabile. La prefazione è di Enrico Camanni.









Alberto Folgheraiter - "I villaggi dai camini spenti" - 2011
E' un viaggio-inchiesta fra i villaggi delle valli trentine. Il racconto di comunità che si vanno assottigliando, con le case svuotate dall’abbandono dei monti e dalla frammentazione ereditaria della proprietà agricola. Villaggi con case sulle quali spuntano i cartelli “vendesi”.
A ogni vallata del Trentino sono dedicati uno o più capitoli composti da due storie parallele, una scritta e l’altra fotografica, due racconti che procedono assieme, e che riferiscono anche di esperimenti "neorurali" e "controculturali", tentativi minori di trovare un'alternativa al turismo dello sci.

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