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18 agosto 2020

La pioggia, nemica giurata della fienagione

Una volta falciata, l'erba dei prati, alti o bassi che fossero, andava comunque lasciata essiccare al sole perchè solo così poteva trasformarsi in "fieno".
Prati alti appena falciati a Velloi (Merano) con nubi all'orizzonte. In basso, ben visi-
bili, le prime file di andane già pronte.
Bisognava riunirla in file (in Trentino erano chiamate andane) e poi sparsa sul prato e rivoltata per farla seccare uniformemente ai raggi del sole.
👉La sera andava nuovamente raccolta in andane per mantenerla tiepida durante la notte. Il mattino, una volta evaporata la rugiada, andava invece sparsa sul prato e così avanti fino a completa essiccazione.
👉Una volta secco, il fieno veniva raccolto in grandi teli in canapa e trasportato a spalla fino alla baita-fienile o al carro con cui trasportarlo a casa.
In alcune zone, come nel Vanoi trentino oppure anche in Valle Aurina, si usava essiccare l'erba falciata su appositi pali da fieno (in alto a dx e al centro) che potevano prendere la forma di alti cumuli elevati attorno ad un singolo grande palo, fungendo così da fienile all'aperto. C'erano anche apposite strutture protette da una tettoia (in foto una rastrelliera slovena).

26 gennaio 2015

Le quattro stagioni del contadino di montagna: l'estate

L'estate era sicuramente la stagione più impegnativa.
Da giugno fino alla fine di settembre c'era ben poco da riposare. I lavori più importanti erano la fienagione e la mietitura del grano, e degli altri cereali: la segale, l'orzo, il grano saraceno e l'avena. Alle quote basse si coltivava anche il granoturco.

  Un tempo gli agricoltori cominciavano la raccolta dei cereali in anticipo rispetto ad oggi. Allora la mietitura dei cereali veniva fatta a mano, sia con il falcetto, come negli Alti Grigioni, che con la falce, come nell’Engadina e nel Tirolo. Mietendo a mano e lasciando asciugare i covoni, si può iniziare la raccolta circa 1–3 settimane prima che non con le macchine. Infatti se si usa la mietitrebbia, la granella deve essere ben dura e asciutta, altrimenti si rovina.
La mietitura del grano, della segale, dell'orzo e dell'avena occupavano dall'alba al tramonto tutti e membri della famiglia, in una continua corsa contro il tempo e le condizioni atmosferiche.
● L'altro grosso impegno estivo era la fienagione: bisognava procedere alla falciatura dei prati, all'essicazione del fieno, al suo trasporto e immagaz- zinamento nei fienili.
A fine agosto la forza dell'estate comincia a venir meno, ma non diminuisce l'assillante lavoro dei campi. Ciò avveniva e avviene, caso mai, soltanto in ottobre.

4 settembre 2012

La fienagione

La fienagione è alla base dell'agricoltura di montagna, in quanto consente il pieno utilizzo dei prati e dei pascoli e l'allevamento del bestiame.
Alle medie altitudini è possibile falciare i prati due o tre volte prima che giunga l'au-
tunno. 
Si veda anche come la rappresentazione della fienagione estiva viene fatta
all'interno del ciclo pittorico di Torre dell'Aquila a Trento.
👉Il lavoro veniva compiuto interamente a mano ed impegnava duramente e a lungo l'intera famiglia che a volte si trasferiva momentaneamente in quota pernottando in baracche, baite o ripari improvvisati. Gli attrezzi impiegati nella fienagione erano: la falce fienaia, i rastrelli, le coti e portacoti, i ferri da fieno e la corda in cuoio intrecciato.
👉L'erba, una volta falciata veniva lasciata ad asciugare al sole sui prati per qualche giorno, durante i quali veniva rivoltata per arieggiarla.
Andava attentamente rivoltata con la forca da fieno per favorirne l'essicazione e a volte si provvedeva a stenderla su appositi graticci esposti al vento.
👉Per la raccolta ci si aiutava con grandi teli di canapa che venivano trasportati a mano fino alla più vicina baita (e poi, d'inverno e con le slitte) o al carro da trasporto. Il fieno veniva comunque stivato nel fienile, ampio ed areato, per garantire l'alimentazione del bestiame durante l'inverno.
Se una volta le costruzioni col tetto di paglia erano diffuse in vaste zone del Sudtirolo, per esempio, anche nel Sarntal-Sarentino, a Terenten-Terento e a Pfalzen-Falzes ecc., ora ne esistono soltanto pochi esemplari sull'Altipiano del Salten, nel Meranese, sull'Altipiano del Ritten-Renon e nella zona intorno a Castelrotto-Kastelruth e sono tutti fabbricati per uso rurale, eccetto il maso «Knodelfoaster» sul Renon-Ritten. Questo fienile, che fimo al 1983 si trovava vicino al maso Spatauf nel Sarntal-Sarentino, fu trasportato a Dietenheim nel 1984 e ricoperto di paglia dal personale del museo.
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Dei fabbricati-deposito fa parte anche la «Hilge», come viene chiamato in Pusteria il fienile su pali. È costruito con tronchi ed ha un frontone sporgente a forma di attico. L'intera costruzione è sostenuta da pali, che sono tutti intagliati a spirale, per impedire ai topi di arrampicarvisi. Vi si accede dal pendio a monte, e da entrambe le parti degli spioventi c’è un balcone che serve come essiccatoio.
Questi depositi e fienili su pali erano un tempo molto diffusi in Valle Aurina, nell'Ötztal, a Ridnaun e in Schnals-Val Senales; ce n'era qualcuno anche nella Valle dell'lsel, dove la media Pusteria forma in un certo senso una specie di confine: a ovest i fienili su pali, a est le rastrelliere, diffuse attraverso l'alta Pusteria giù fino alla Drava in forme un po' diverse, ma sempre con lo scopo di completare la maturazione dei cereali e di farli seccare.
Se la stagione era buona, si potevano fare addirittura tre tagli all'anno:
► fieno di primo taglio, raccolto fine maggio o giugno; è il fieno migliore;
► fieno di secondo taglio in agosto;
► fieno di terzo taglio o settembrino che è quello con qualità nutritive inferiori.
Per una testimonianza diretta su questo aspetto della vita del contadino di montagna, vedi il post La fienagione...alla sera dell'autore del blog Terre-Alte.

3 settembre 2012

La fienagione in quota

Fino alla fine della seconda guerra mondiale, e prima dell'industrializzazione dei fondovalle, in Trentino la fame d'erba era tale che venivano sfalciate anche lontane porzioni di prateria alpina. lavori_stagionali
Tutta la famiglia era mobilitata.
Erano terreni di proprietà comunale situati sopra la fascia delle malghe. Venivano lottizzati e il loro sfruttamento annuale era estratto a sorte fra le famiglie; a ciascuna spettava una precisa pàrt.
👉Nel Primiero-Vanoi - ad esempio - la fienagione sui prati alti avveniva a fine luglio, tra il primo e il secondo taglio dei pradi. Il fieno veniva stipato in grandi covoni (méde) costruiti attorno ad un palo infisso nel terreno e coperti con zolle erbose capovolte (zopa). Gli uomini sarebbero poi saliti a recuperarli durante l'inverno, con le slitte.
Per la fienagione venivano trasportati sulle part (parti, particelle fondiarie) svariati attrezzi (falz, codèri, prìe, restèi, fòrche, linzòi del fen, ossia portacoti e coti, rastrelli, forche, lenzuoloni di tela grezza per raccogliere e trasportare il fieno) oltre al cibo e al necessario per pernottare. Le famiglie si spostavano a piedi lungo i sentieri che dai pradi più alti portavo alle part e lì giunte vi si accampavano per qualche giorno.
Ancora oggi i Comuni trentini amministrano queste proprietà collettive che vengono chiamate "usi civici".

23 giugno 2012

La mietitura

Il lavoro veniva compiuto interamente a mano ed impegnava duramente l'intera famiglia con falci e falcetti.
Per secoli si è mietuto a mano, col falcetto ricurvo, la
cui lama e la cui affilatura, come quella della falce da
fieno, oggetto di attente cure.
● Mietitura: gli attrezzi impiegati per tagliare le spighe erano le falci e i falcetti, con il necessario corredo delle coti e portacoti che servivano ad affilarle.
👉La mietitura del grano e degli altri cereali, segale, orzo, avena, poteva avvenire con la falce (come nell’Engadina e nel Tirolo) ma anche con il falcetto (come negli Alti Grigioni).
In ogni caso il lavoro veniva fatto a mano e questo è andato avanti fino agli anni '70 quando sono comparsi i primi mezzi agricoli progettati per lavorare in montagna in pendenza, bassi e agili.
Un tempo gli agricoltori cominciavano la raccolta prima rispetto ad oggi.
Mietendo a mano e riunendo le spighe in covoni che venivano lasciati asciugare sul campo, si poteva iniziare la raccolta circa 1–3 settimane prima che non con le macchine. Infatti se si usa la mietitrebbia, la granella deve essere dura e asciutta, altrimenti si rovina.

Operazioni di trebbiatura e ripulitura dalla pula nel medioevo.
● Trebbiatura: il grano e la segale, una volta essiccati, venivano trasportati al maso per essere trebbiato, operazione che serviva a separare i chicchi dalla spiga.
Anche questa operazione era compiuta a mano battendo ripetutamente con appositi attrezzi le fascine poste a terra su una superficie dura e pulita.
In tal modo era possibile separare i grani dalla paglia.
Il lavoro veniva completato ventilando la granaglia allo scopo di allontanare anche la pula (l'involucro che riveste il chicco).
ventola a mano
L'immagine si riferisce ad una ventilatrice manuale normalmente in uso nei masi altoatesini, attualmente in custodia presso il museo etnografico di Teodone (Brunico).