31 agosto 2014

La Stube tirolese

La Stube era il cuore pulsante del maso, la stanza attorno a cui gravitava la vita quotidiana della casa.
Era sempre dotata di una grande stufa (Ofen, ossia fornello) in muratura che era
alimentata dall’esterno, in genere dal corridoio, e riscaldava la stanza in modo
uniforme e costante. Grazie all'alimentazione dal corridoio, la Stube rimaneva
libera dal fumo e dai gas nocivi. Era composta da una struttura in muratura con
volta a botte che occupava una parte notevole dell'ambiente. Intorno e sopra
ad essa si sviluppava una incastellatura in legno chiamata Ofenbank (in ladino
banch da fornél) che permetteva di sdraiarsi attorno o al di sopra della stufa e
di asciugare i vestiti e riscaldarsi. La stufa (Ofen) si trovava generalmente in un
angolo della stanza, verso l’interno della casa. Era appoggiata a una sola parete,
quella verso il corridoio, così da avere maggiore superficie radiante.
Nella foto la Stube del maso a corpo unito Ruaner Hof (Val d'Isarco).
Non va confusa con la cucina, che era sempre separata e confinata in uno spazio più angusto e buio, nonchè dotata di un proprio fuoco autonomo.
Era il locale più confortevole del maso, rivestito di legno ed esposto a mezzogiorno era anche l'unico riscaldato.
Specialmente nei mesi invernali, quando la maggior parte del tempo si trascorreva all’interno, la Stube, in quanto unico locale riscaldato diventava la "cellula di sopravvivenza" dell'abitazione.
All’angolo opposto si trovava il tavolo usato per consumare i pasti, per leggere
e per lavorare. Era posto vicino alle finestre per avere più luce ed era addossato
allo Eckbank, un giro-panca di legno, che corre lungo due pareti e che faceva il
paio con l'Eckbank che circondava la stufa.
Nella foto la Stube di una casetta colonica a corpo unito (Luttago, Val Aurina).
Ciò che maggiormente caratterizzava la Stube era la presenza del legno.
Il pavimento era di legno, a larghe doghe posate inparallelo, le pareti ne erano completamente foderate e quasi sempre anche il soffitto era rivestito di legno.
Il rivestimento isolava termicamente l’ambiente, riduceva la dispersione termica e rendeva questa sorta di "soggiorno" contadino caldo ed accogliente.
Non mancavano decorazioni e intagli che si ritrovavano anche nell'artigianato locale.
Lo schema distributivo della Stube era piuttosto ripetitivo: all'angolo esterno, addossato alle finestre, il tavolo; all'angolo opposto, addossata ai muri interni, la stufa. Era una scelta
La Stube del maso a corpo separato Höfila (Val Pusteria).
quasi obbligata visto il tavolo doveva essere vicino alla luce delle finestre e la fonte di calore doveva trovarsi al centro dell'edificio, incassata nella sua struttura muraria per diffondere l'energia termica all'interno.
Da notare che il centro della stanza era lasciato libero, e che nella Stube non c'erano né armadi né cassapanche, si trattava di un locale destinato alla convivialità, al consumo dei pasti.
L'angolo-pranzo a più tavoli nella Stube di una residenza nobiliare.
Sopra al tavolo c'era il cosiddetto Hergotteswinkel, una sorta di altare domestico. Lì troviamo il crocefisso e immagini sacre della Madonna e dei Santi. Spesso erano esposte nell’angolo anche le fotografie dei defunti.
Anche nei masi ristrutturati di recente e nelle case di nuova costruzione, la Stube mantiene la sua centralità nelle funzioni domestiche, segno che è profondamente integrata nel modo di vita dei Bauern sudtirolesi.
A sinistra una tipica Bauernhofen, a destra alcune varianti della Kachelhofen,
destinata alle case dei ceti benestanti.
Oggi come un tempo la Stube è ancora il centro della vita del maso, lo spazio dove le famiglie passano la maggior parte del tempo quando si trovano dentro casa; è la stanza in cui i bambini giocano e fanno i compiti, il salotto per gli ospiti, la sala da pranzo e anche il luogo che (oggi) ospita la radio e la televisione.
In ogni caso la stufa in muratura era il baricentro della Stube, proprio come la Stube era il baricentro del maso.
Esistevano due varianti di stufe: il Kachelofen e il Bauernofen (in ladino mugùn o fornél).
La prima, a sviluppo verticale, era ricoperta di piastrelle in ceramica, spesso decorate ed era usato nelle case dei più abbienti e in quelle signorili. Il secondo tipo, come indica il nome, era più semplice, era rivestita di intonaco grezzo e si sviluppava in orizzontale.

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