29 giugno 2017

Dalla falce alla falciatrice, la rivoluzione industriale nelle terre alte

Senza la meccanizzazione, probabilmente l'agricoltura di montagna sarebbe stata abbandonata da molti, specie nel dopoguerra, quando le sirene dell'industrialismo chiamavano dalle città del fondovalle.
fienagione falciatrice
Falciatrce in uso al maso Zulechen, tra i masi alti in Valle Aurina.
Il territorio che ha meglio resistito alla fuga dalle terre alte è stato sicuramente il Sudtirolo, che non a caso oggi è all'avanguardia nell'impiego di macchinari e attrezzi meccanici dedicati ai lavori in quota, su superfici ripide, prati pendenti e piste strette.
Trattori e rimorchi dal baricentro basso, in grado di muoversi su grandi pendenze senza rovesciarsi, come le incredibili falciatrici mosse da pesanti cilindri dentati, capaci di rimanere incollate al terreno anche sulle pendenze più estreme.
fienagione falciatrice
Girafieno meccanico ai masi alti sopra la conca di Merano.
Lo sfalcio e tutte le operazioni di areazione, raccolta e trasporto del fieno sono ormai completamente meccanizzato.
L'uomo interviene di falce e rastrello sono in piccole operazioni di rifinitura, negli angoli degli appezzamenti più piccoli.
Come un tempo, la fienagione continua a coinvolgere tutti i membri della famiglia, ma non è più un tour de force che fiacca la resistenza di giovani e adulti.

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