19 settembre 2017

Vecchio scarpone

Senza le scarpe giuste in montagna non si poteva durare a lungo. E' una semplice verità che i contadini conoscevano molto bene.
scarponi con le broche
Prima dell'avvento delle suole in gomma scolpita (Vibram) le scarpe e gli scarponi
da montagna avevano come superficie di contatto col terreno file e file di broche
da calzolaio, sia sul bordo della calzatura che all'interno della suola. Il disegno di
Ernst Platz mostra che d'inverno si ricorreva, in aggiunta, ai ramponi in ferro. In
trentino i chiodi da calzolaio, ma anche i chiodi in genere, sono chiamati "broche".
Per questo curavano con premura la manutenzione degli scarponi, che erano a tutti gli effetti uno degli attrezzi più indispensabili per la sopravvivenza nelle terre alte.
Erano delle pesanti calzature di cuoio di vacca che venivano confezionate a mano dal calzolaio del centro più più vicino, costavano care ma duravano una vita.
La loro entrata in servizio richiedeva un lungo periodo di adattamento al piede, che inevitabilmente rispondeva agli sfregamenti con le dolorose vesciche.
Allora si ricorreva al lardo per ammorbidirli un poco, e i più raffinati si procuravano il grasso di cavallo, più raro ma migliore perchè più fluido, e perciò maggiormente in grado di penetrare nelle porosità del cuoio.
scarponi chiodati
Uno scarponcello leggero dell'epoca pre-Vibram completo di rampone anteriore
in ferro fucinato. Calzature così attrezzate erano usate anche durante la fienagio-
ne per la falciatura a mano dei prati più ripidi, per evitare fatali scivolate sull'erba.
Tuttavia, una volta adattati, duravano a lungo e svolgevano ottimamente il loro servizio.
Venivano ordinati di un numero in più, così da permettere l'uso dei pesanti e spessi calzettoni di lana grezza, una vera e propria assicurazione contro i congelamenti invernali.
Prima dell'avvento delle suole in Vibram la suola era composta da strati di cuoio cuciti fra loro e irrobustita da tutta una serie di chiodi in ferro ribattuti a freddo (le celebri "broche").
Erano sottoposti a manutenzione ordinaria (ingrassaggio e sistemazione dei chiodi danneggiati) ma anche straordinaria (sostituzione delle suole): operazioni "di fino" che di norma erano affidate al calzolaio.

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