3 settembre 2012

La fienagione in quota

Fino alla fine della seconda guerra mondiale, e prima dell'industrializzazione dei fondovalle, in Trentino la fame d'erba era tale che venivano sfalciate anche lontane porzioni di prateria alpina. lavori_stagionali
Erano terreni di proprietà comunale situati sopra la fascia delle malghe. Venivano lottizzati e il loro sfruttamento annuale era estratto a sorte fra le famiglie; a ciascuna spettava una precisa pàrt.
Nel Primiero-Vanoi - ad esempio - la fienagione sui prati alti avveniva a fine luglio, tra il primo e il secondo taglio dei pradi. Il fieno veniva stipato in grandi covoni (méde) costruiti attorno ad un palo infisso nel terreno e coperti con zolle erbose capovolte (zopa). Gli uomini sarebbero poi saliti a recuperarli durante l'inverno, con le slitte.
Per la fienagione venivano trasportati sulle part (parti, particelle fondiarie) svariati attrezzi (falz, codèri, prìe, restèi, fòrche, linzòi del fen, ossia portacoti e coti, rastrelli, forche, lenzuoloni di tela grezza per raccogliere e trasportare il fieno) oltre al cibo e al necessario per pernottare. Le famiglie si spostavano a piedi lungo i sentieri che dai pradi più alti portavo alle part e lì giunte vi si accampavano per qualche giorno.
Ancora oggi i Comuni trentini amministrano queste proprietà collettive che vengono chiamate "usi civici".

Nessun commento:

Posta un commento