Le cittadine commerciali del fondovalle avevano un impianto urbanistico a "modulo gotico", un modello di centro urbano derivato dalle città commerciali del centro-nord europeo.
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| La via dei portici di Neumarkt/Egna oggi. Sotto il portico lo spazio antistante le bot- teghe destinato alla esposizione delle merci; all'esterno la strada carrabile riserva- ta al passaggio del traffico commerciale. Oggi come allora sotto ai portici non man- cavano le locande per i mercanti, i carrettieri e i viaggiatori. |
Lungo la via commerciale si affacciavano i fronti-strada delle botteghe, non solo commerciali ma anche artigianali, che si sviluppavano in profondità sul dietro, diciamo sul loro lungo e stretto cortile che in origine ospitava (non c'erano i frigoriferi) gli indispensabili orti, che poi sono stati via fagocitati dalla edificazione nel corso delle ere successive. Fino ad arrivare all'oggi, quando gli orti non ci sono quasi più.
👉La vita quotidiana in un ecosistema urbano: per capire come si viveva in un modulo gotico, dobbiamo immaginare la casa non solo come un rifugio, ma come una macchina produttiva verticale. La distinzione tra "casa" e "lavoro" che abbiamo oggi non esisteva: l'edificio era un ecosistema totale.
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| Una foto aerea della cittadina di Clausen/Chiusa con il nucleo medioevale eviden- ziato dal rettangolo bianco. La via commerciale al centro, con le due cortine di edi- fici "gotici" ai lati. Sul lato del fiume sono sopravvissuti fino ad oggi il cortili medio- evali coltivati ad orto ed affacciati sul fiume Isarco. Sullo sperone roccioso l'impor- tante Monastero di Sabiona, che fu centro di potere religioso ed economico. |
Il piano terra (la bottega): è il cuore economico. Il fronte strada è occupato da un grande portone o da una finestra con un bancone in pietra che si apre direttamente sulla via. Qui il mastro artigiano produceva e vendeva. L'ambiente era buio, illuminato solo dalla porta aperta, e l'odore (di cuoio, farina o metallo) dominava lo spazio.
Il primo piano (il "piano nobile" e di rappresentanza): salendo scale spesso ripidissime e strette, si arrivava alla sala principale. Qui la famiglia mangiava e riceveva gli ospiti. Era l'unico ambiente riscaldato e con finestre un po' più ampie.
I piani alti (il dormitorio): più si saliva, più gli spazi diventavano angusti e freddi. Qui dormivano i figli, i servi e gli apprendisti (che erano parte integrante della famiglia patriarcale).
Il retro (il cortile): fondamentale per la luce e l'aria. Spesso ospitava un pozzo privato o in comune, una latrina (nei casi migliori) e un piccolo orto o spazio per gli animali da cortile.



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