1 ottobre 2026

Il conziero: le erbe di campo condite col lardo fuso

Ruspante insalata condita con lo strutto bollente: i nonni la chiamavano conzièro e la condivano versandoci sopra a caldo il lardo di maiale fuso.
Il giallo tarassaco é implacabile nell'annunciare la nuova primavera: è sempre lui il primo che ridà colore alla terra. Il disegno di fantasia mostra il lardo fuso bollente versato direttamente sul piatto di erbe fredde o tiepide (che così vengono "scotàde").
Lardo e pancetta fusi versati su un letto di verdure e erbette spontanee o coltivate. Tra le più usate ci sono il tarassaco (del popolare dente di leone si utilizzavano anche le radici), lo spinacio selvatico, i bruscandoli (germogli di luppolo selvatico), le prime foglie di lattuga, la cicoria, i cipollotti freschi e le radici primaverili. Il cuore del condimento è costituito da lardo di maiale stagionato. Tagliato finemente o battuto al coltello, talvolta insaporito con un tritume di aglio, cipolla ed erbe aromatiche rosolate. Le erbe sono crude (soprattutto se molto tenere, come i cicoriette e i germogli) oppure sbollentate velocemente e scolate.
👉In un pentolino il lardo viene fatto fondere a fuoco lento fino a trasformarsi in un grasso dorato e bollente, aromatizzato con aglio o cipolla.
Nella civiltà agricola la primavera era un momento di transizione critico: le scorte di farina e insaccati essiccati volgevano al termine, mentre la terra cominciava a mostrare i primi germogli del nuovo anno, ricchi di vitamine. Conzièro è un termine dei dialetti trentino-veneti (come quello della Valsugana) che significa "condimento". Deriva dal verbo conzàr, ovvero condìre.

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