4 luglio 2018

La pianta del grano saraceno (Buchweizen)

Il grano saraceno arrivò da noi nel corso del Cinquecento. Prima di lei, tutte le pappette d'origine medioevale, le varie mose, panàde e polentine, venivano fatte con cereali più antichi: la segale, il farro e l'orzo.
La cespugliosa pianta del grano saraceno in un orto ricostruito presso il museo
etnografico di Dietenheim (Dobbiaco/Toblach).
A differenza della pianta del mais, che invece sarebbe arrivata dalle Americhe, la pianta del grano saraceno giunse in Europa dall'Oriente.
E si diffuse anche tra i masi alti, grazie alla sua rustichezza e adattabilità a climi estremi.
Grazie al suo valore nutrizionale il grano saraceno viene visto come un cereale, nonostante non appartenga alla famiglia delle Graminacee.

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/grano-saraceno.html
Tuttavia oggi il grano saraceno è ormai scomparso dalla dieta contadina, e sopravvive solo fra i cultori.
"Fanno i villani della sua farina non solamente pane, ma anchora la polenta, del che vivono al verno... I villani che habitano ne i confini che disterminano l'Italia dalla Germania, fanno della farina la polenta, che la quale di poi che è cotta in una massa, la tagliano col filo in larghe fette, e sottili e acconciatole in un piattello con cascio e con boturo e assai ingordamente se la mangiano. Imperochè come posso ben dire io, non è cibo ingrato al gusto, nè aggrava così lo stomaco, come fa la polenta che si fa di farina di miglio, usata per il più da i carbonari, e da coloro che tagliano la legna ne i boschi."
P.A. Mattioli, "Discorsi nelli sei libri di Pedacio Dioscoride della materia medicinale", Venezia, 1568,p. 418

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