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24 maggio 2026

La fredda camera da letto dei masi di montagna

Nelle  camere da letto dei masi si dormiva al freddo (ma sotto il piumino del protettivo "letto tedesco").
La camera da letto padronale del Ruaner Hof, il grande maso a corpo unito della Val Sarentino ricostruito nel museo di Dietenheim/Teodone (Brunico). C'è anche un lettino per infante. Sul lettone troneggia un accessorio di lusso: lo scaldaletto di rame.

La camera da letto del piccolo maso Beim Tennign, un piccolo a corpo unito della
Val Aurina, anch'esso ricostruito integralmente nel museo all'aperto di Dietenheim/
/Teodone. L'arredo delle stanze da letto prevedeva la presenza di cassapanche per
conservare la biancheria o altri oggetti personali, utili anche come piani d'appoggio.
Il letto tedesco non utilizza il lenzuolo superiore (lenzuolo piano). Perciò ci si copre direttamente con il piumino, inserito in un copripiumino che veniva lavato regolarmente. In origine, prima dell'introduzione di reti metalliche più moderne, la base del letto era costituita da assi di legno su cui veniva posizionato il giaciglio. Il "materasso" tradizionale era spesso un sacco di tela riempito di paglia o fieno.
👉Non ho notizie sull'uso di scaldaletto a braciere nei masi (forse per l'alto rischio di incendi nelle costruzioni basate sul legno?), che era invece un accessorio diffuso nelle terre alte di cultura latina. Nè ho notizie relative al vaso da notte.
👉Anche quando le stanze da letto erano situate sopra la Stube, e il passaggio del calore da sotto a sopra era aiutato da piccole a aperture a seracinesca, le camere da letto erano comunque dei locali freddi perchè privi di un punto-fuoco ed esposti agli spifferi invernali. Sempre in tema di lotta al freddo, a volte, raramente in realtà, si ricorreva anche alle "cassettone da notte" che rimase però una soluzione più diffusa nei paesi nordeuropei che nell'arco alpino.

8 settembre 2025

Il letto alla tedesca: pratico, caldo e senza lenzuola

E' un modo di dormire semplice e funzionale, pensato per difendersi dal freddo. Lo si incontra fra le popolazioni di montagna di cultura tedesca.
Il letto in uso nei masi ha le sponde laterali rialzate come in uso per le cuccette dei marinai, fatto che "sigilla" il dormiente proteggendolo dal freddo delle camere da letto, sempre prive di riscaldamento. Del resto nelle terre alte e in quelle del Nord d'inverno si combatteva col freddo.
Anche nei rifugi alpini ci si imbatte spesso in letti a castello con i piumini e le spon-
dine contenitive. Qui siamo al Rifugio Oltradige (catena della Mendola).
La sua caratteristica era (ed è) che faceva a meno sia delle lenzuola che delle coperte, sostituite da un soffice e caldo piumone che andava ad incastrarsi tra le sponde rialzate le e testiere del letto e bloccava così gli spifferi d'aria gelata. Uno smusso in una delle due sponde agevolava l'accesso. Il piumone era sempre infilato in una fodera di stoffa lavabile facilmente estraibile, sul tipo delle federe dei cuscini.
Nei masi più grandi e ricchi i letti venivano spesso decorati ad intaglio.
Il letto alla tedesca è molto pratico perché non va rifatto e permette di arieggiare facilmente i piumini che sostituiscono il lenzuolo superiore, le coperte e il copriletto.
👉La versione matrimoniale del "letto alla tedesca" è caratterizzata dall'utilizzo di due piumini singoli separati, invece di un unico piumone grande. Questo significa che ogni persona aveva il suo piumino e il suo copripiumino.
👉I piumini si facevano con le piume più fini delle galline, le quali non mancavano mai nei masi e nelle abitazioni contadine per via delle uova. Senza contare che molti contadini allevavano anche delle oche; il piumino d'oca è tutt'oggi considerato il miglior materiale per la costruzione dei sacchi a pelo per l'alpinismo d'alta quota.

17 giugno 2025

Il vaso da notte, complemento necessario della stanza da letto

I ragazzi d'oggi stentano a farsene una ragione, ma  quando scappava durante la notte, la si faceva in un apposito "vaso da notte" che veniva svuotato solo il mattino dopo.
Il "letto tedesco" (cioè col piumino al posto del lenzuolo superiore) con sotto il vaso da notte e accanto il cassettone della biancheria: era la dotazione standard delle camere da letto dei masi di montagna, che erano fredde e non riscaldate.
Con la Rivoluzione Industraile si diffusero i vasi da notte in lamiera smaltata, più leg-
geri, facili da pulire e meno fragili di quelli di terracotta che li avevano preceduti.
In genere i masi erano dotati anche di un gabinetto, seppur piuttosto rustico, ma di solito si trovava all'esterno o comunque in posizione scomoda, spesso più vicina al letamaio e alla stalla che alle stanze da letto.
👉A parte la Stube, il maso di montagna non aveva altre stanze dotate di riscaldamento e tutti gli altri locali erano invece preda di correnti d'aria e spifferi.
👉Non solo le notti erano buie e non c'era la corrente elettrica né l'acqua corrente, ma gli inverni alpini erano lunghi e rigidi.