25 gennaio 2010

Il lavoro domestico: il pane a lunga conservazione

I pani della tradizione contadina sudtirolese erano noti col nome collettivo di Bauernbrot (pane dei contadini).
Ancora oggi è assai diffusa la schiacciata tonda originaria della Valle Isarco ma diffusa in tutte le valli, o anche il Pusterer Breatl della Val Pusteria, o la Vinschger Paarl venostana, schiacciata morbida a forma di otto.
Ma l'autentico pane contadino dei masi alti, dove le condizioni di vita erano estreme, era sicuramente lo Schüttelbrot. La sua caratteristica distintiva è quella di poter essere consumato anche dopo molte settimane: questi dischi di pane duro si conservavano in un locale areato e freddo (la Brotkammer) inseriti in rastrelliere di legno dove essiccavano e si conservavano per tutto l'inverno al riparo dei topi.
In tempi preistorici erano conosciute le prime specie spontanee di cereali. Si iniziò a coltivare il farro, il gran farro e il farro piccolo. Nell'800 a.C. vi si aggiunse anche la segale. La segale, l'avena, l'orzo e il grano saraceno sono piante resistenti e si adattano perfettamente al clima dell'Alto Adige. Tipi di pane messi a punto per poter disporre disporre di pane a lunga conservazione per i mesi invernali.
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Schüttelbrot: è una pagnotta piatta e molto croccante fatta con pasta acida di farina di segale.
La preparazione consiste nell’appiattire e scuotere le pagnottelle con un mattarello, da qui il nome „Schüttelbrot“, pane scosso. Il pane è aromatizzato con sale, cumino, coriandolo e semi di finocchio. Dato che il pane si secca, esso si conserva per lungo tempo. Lo „Schüttelbrot“ è particolarmente adatto alla merenda altoatesina tipica, con speck e formaggio, ma anche come gustoso fuori pasto.

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